LF world

“Lady Fatti” rappresenta me stessa.

Mi presento sono Alice Fattinnanzi, la designer fondatrice del brand.

Sono nata a Roma, classe 2001. La mia passione ha preso forma casualmente quando, a 6 anni, mia madre mi regalò un album da disegno. Ho iniziato a disegnare la prima cosa che mi è venuta in mente e da lì non ho più smesso: i vestiti.

Nel 2020 mi sono diplomata in ragioneria e ho poi proseguito gli studi presso l’Accademia di Moda a Roma, conseguendo la laurea con grandi aspettative per il futuro.

Oltre alla moda, ho sempre avuto un grande amore, che ho coltivato da quando ero piccola perché mi permetteva di evadere dalla realtà e di sentirmi libera di esprimere Alice a 360 gradi: l’amore per i cavalli e per l’equitazione.

I miei outfit non seguono uno stile preciso, disegno quello che provo nel momento in cui lo faccio. Tendenzialmente seguo uno stile “streetwear”, ma le mie creazioni vestono ogni tipo di evento e di persona non passando mai inosservate.

Nel 2023 ho avuto l’opportunità di partecipare come designer alla sfilata di Altaroma, a quella di Ensemble per un progetto di inclusività e ad una in Campidoglio che è stata tra tutte il mio trampolino di lancio. In quest’ultima sfilata, infatti, i miei abiti hanno avuto un importante impatto sulle persone che hanno iniziato a seguire le tendenze da me proposte, fino ad arrivare a volere creazioni realizzate da me. Così, con l’appoggio della mia famiglia, ho creato il mio brand, realizzando così il mio sogno, vestire le donne nel mondo.

Impegno, dedizione, umiltà e amore per la mia famiglia sono i valori che hanno da sempre ispirato il mio percorso personale e lavorativo; ad oggi si aggiungono a questi anche qualità e gusto per il bello, capisaldi ispiratori del mio brand.

“Possiamo rinunciare a tutto ma non ad avere un nuovo outfit da sfoggiare ogni giorno”. Questo è il mio obiettivo per il futuro: creare capi di buona qualità che sappiano valorizzare le forme di ogni donna, facendoci sentire più belle e sicure di noi stesse. 

Phylosopy of Contemporary Abstractionism

Il mio progetto nasce dal fondersi di due diverse forme di astrattismo che hanno però in comune il campo applicativo.

Il primo artista a cui mi sono ispirata è Carla Accardi, che con la sua pittura ha contribuito all’affermazione dell’astrattismo in Italia. Accardi, come molti artisti della sua generazione, crede fortemente alla funzione culturale dell’arte e alla sua possibilità di cambiare il mondo. Inizia a lavorare sulla scomposizione della forma e la sua ricerca artistica è contraddistinta da segni fortemente comunicativi impressi su tela. Infatti, nei suoi dipinti si trovano colori scelti per il forte contrasto che vengono apprezzati anche a distanza di decenni dalla loro creazione. Inoltre il suo linguaggio astratto è animato da una forte inventiva fantastica: “prima commuovere e poi far capire”. Il colore e la componente segnica sono i punti essenziali. La sua pittura non si arresta sul  porre un problema bensì sul ruotare attorno ad esso, vederne le diverse soluzioni, essere coerente ed in grado di cambiare. Infatti, i colori sono sempre più puri e pieni di luce poiché l’Accardi sostiene che un dipinto deve esprimere quello che vuole comunicare in brevissimo tempo attraverso una sensazione legata all’idea di un piacere all’occhio. Oltre al puro Piacere estetico l’arte di Accardi è importante per tutti noi perché permette di scoprire il lavoro di un artista che fa parte di quella generazione di donne che ha combattuto e posto fine all’emarginazione creativa femminile in ambito artistico.

Accardi afferma << Tutte le cose che ho fatto le ho volute. Infondo il lavoro si fa per sé non per gli altri, perché se lo si fa per gli altri segui sempre delle cose che non sono pure, che sono delle imposizioni, delle influenze; invece seguire il proprio sogno è diverso, perché fai una cosa e la prima volta che la fai ti sembra strano, dopo ti ci immergi e ne ricavi un significato >>.

Sono rimasta colpita da tutto il suo percorso artistico, dalla sua voglia di abbattere l’immigrazione creativa femminile che ha fatto da apripista per artisti di generazioni successive ed è proprio per questo che ho deciso di ispirarmi per gran parte della mia collezione a questa celebre e rivoluzionaria artista.

Nel mio concept troviamo anche un’accenno ad un astrattismo geometrico, in quanto amo tutto ciò che segue una linea. L’ispirazione deriva dalle forme geometriche più semplici che ricordano l’astrattismo di Piet Mondrian: si sovrappongono, creando un effetto ipnotico.

Per contribuire alla salvaguardia del pianeta, ho deciso di sviluppare il processo creativo del concept facendo un’accurata analisi sulla sostenibilità e prestando particolare attenzione a questa problematica, oggi sempre più presente nella storia della moda. Il progetto viene quindi realizzato attraverso la scelta di tessuti in parte naturali, scampoli di pelle per fare i cinturini, petch applicati per creare le zebrature. Il resto degli accessori sono stati interamente riciclati e utilizzati per comporre i cinturini attraverso fibie e infine le chiusure delle 24 ore per comporre la chiusura della giacca. La moda sostenibile è una scelta per la nostra salute.

Lady Fatti sfila in piazza del Campidoglio